Dalla Sabina…

Natura incontaminata, colline verdi, macchie scure di boschi e foreste, maestose cime innevate, fiumi limpidi e laghi argentei: questa è la provincia di Rieti, attraente per natura; ma il territorio della Sabina si estende in parte anche nella provincia di Roma, la cosiddetta Sabina romana.
La Sabina conserva un fascino particolare, costituendo un’oasi di selvaggia bellezza che ha saputo mantenersi intatta: dai Santuari francescani, carichi di atmosfere mistiche, ai castelli; dai borghi che raccontano culture antiche e tradizioni mai abbandonate, alle sconfinate distese di oliveti; dai pendii, ora dolci ora scoscesi, ai monti impervi. In particolare, la zona caratterizzata da dolci colline degradanti dai Monti Sabini verso il Tevere è quella della Bassa Sabina che si sviluppa attorno al Comune di Poggio Mirteto.
Il capoluogo, Rieti, si trova a 405 metri di altitudine, nella valle reatina, una conca pianeggiante contornata dai Monti Reatini e attraversata dal fiume Velino.
La stazione sciistica del Terminillo e gli impianti sportivi, assieme alle manifestazioni culturali e alle prelibatezze gastronomiche di questa terra, assicurano un piacevole soggiorno all’insegna del benessere e del divertimento.

In tutto il bacino del Mediterraneo, l’Italia è uno dei luoghi dove l’olivo si è trovato più a suo agio: qui si è stabilito espandendosi dalla Sicilia fino alla Liguria ignorando le regioni e le zone più fredde. In particolare esso ha colonizzato l’Italia centrale, dove si trova la Sabina, che si estende fra le province di Rieti e di Roma. La Sabina prende il nome dal popolo che molti secoli fa la abitava, i Sabini appunto. Questa popolazione era una delle più antiche d’Italia e d’Europa. Nel 290 avanti Cristo la Sabina venne conquistata dai Romani e a quegli anni si riferisce una delle più conosciute leggende dell’antica storia di Roma, quella del Ratto delle Sabine.

I Romani svilupparono moltissimo la coltivazione dell’olivo in Sabina, e già durante il I secolo d.C. questa era l’attività economica più importante di tutta la zona. Qui i nobili patrizi cominciarono a costruire le loro splendide ville di campagna che prevedevano sempre, accanto alla casa, un edificio con il frantoio, dove si macinavano le olive, e i magazzini dove si conservava l’olio. Tutto questo splendore, però, ha avuto fine quando l’Impero romano è stato travolto dalle invasioni barbariche. Se oggi la coltivazione dell’olivo è tornata a dominare il paesaggio della Sabina, questo lo dobbiamo all’opera dei monaci Benedettini dell’Abbazia di Farfa che, a partire dal medio evo, ripresero con passione questa attività, diffondendola in tutto il territorio sotto la loro dominazione, da un mare all’altro, dal Tirreno all’Adriatico.