Casata degli Anguillara

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La casata degli Anguillara reca sullo stemma araldico delle bisce incrociate. Conobbe una certa importanza con il Conte Flaminio Anguillara, famiglia le cui radici sarebbero da ricercarsi nella famiglia Orsini. Il conto Flaminio sposò la contessa Maddalena Strozzi figlia di Clarice De Medici. per questo la figlia Clarice Anguillara ne ereditò il nome.

La giovane Clarice nacque nel castello di Stabbia, l’odierna Faleria, e in quel castello trascorse la sua infanzia.

L’imponenza della struttura fa supporre che il castello avesse un ruolo di importanza fondamentale per la Famiglia Anguillara proprietaria del forte per oltre due secoli. L’ingresso sul lato nord del castello si sviluppa attraverso due larghe cordonate che caratterizzano insieme alla scalinata della Chiesa collegiata di San Giuliano, la caratteristica piazzetta racchiusa fra i due monumenti. 20171030_131404

Al Castello si accede attraverso un portale costituito da un arco di marmo che evidenzia lo stemma della Casata, le caratteristiche bisce incrociate, e attraversato il portone si entra nell’ampio cortile interno, in parte porticato, dove esisteva un artistico pozzo di travertino con gli stemmi degli Anguillara e di Casa Strozzi, ormai da tempo trafugato. Tutto l’edificio ha subito nei secoli numerose e sostanziali modifiche che ne hanno ampliato pian piano la superficie lasciando visibile la primitiva struttura nella parete a nord che evidenzia una merlatura a cui successivamente è stata sovrapposta tutta la parte rinascimentale.

Nel XVI secolo fu ampliata la parte ad est creando una contiguità con la chiesa di Sant’Agostino, e conferendo alla facciata principale l’attuale aspetto, con le tre possenti logge in travertino che servivano il salone di rappresentanza del castello stesso. Il castello nel 1300 si sviluppava su di un’area circa la metà di quella attuale ed aveva agli angoli 4 torrioni rotondi ed una torre quadrata, che situata nella parete a sud controllava il vallo da cui si ergeva il castello e che isolava completamente l’abitato. La facciata a sud ha una grande loggia coperta, fatta costruire da Maddalena Strozzi, che pur nella sua semplicità, crea particolari effetti ed illusioni di grandi spazi. Merita una particolare citazione l’altissima torretta che chiude ad est la facciata principale ornata di semplici finestre rifinite in peperino, e infine da ricordare la scala a chiocciola che internamente al fabbricato, lato nord est, dai piani inferiori portava fino alle soffitte prendendo luce da aperture con arco tondo in peperino.

In questo palazzo costruito su una rupe che sovrasta un’immensa vallata, le stanze delle donne erano quelle situate sul versante di destra che guardavano la scalinata della chiesa di san Giuliano.

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Qui Clarice trascorreva il suo tempo imparando le arti femminili per prepararsi alla vita di palazzo, ad usare l’ago, a ricamare ed anche ad usare il telaio, a curare la biancheria e il vestiario. Clarice aveva un paggetto ed una damigella affezionata che si prendeva cura della fanciulla. Aveva un precettore privato di grande fama che ebbe grande importanza poi nella sua vita, rivestendo il ruolo di guida spirituale e culturale.
L’arredamento del palazzo baronale, era sobrio ed essenziale, la camera con letto di noce a baldacchino, un secretaire contenente profumi gioielli e forzieri, ed una cassapanca per vestiario…l’angolo pranzo era costituito da un grande salone con camino, tavola con seggiole, Come possiamo vedere dalle foto, credenza con candelabri, tovaglie e tovaglioli di damasco, bacinella d’argento, piatti di stagno e di porcellana per le grandi occasioni. Al centro troneggiava un lampadario e sulle pareti due quadri degli antenati con l’albero genealogico della famiglia Anguillara al centro.
Con la mamma Maddalena Strozzi e la sorella Lucrezia, trascorrevano i mesi estivi nella tenuta della Carlotta fatta costruire dalla stessa Maddalena tra Faleria e Rignano nell’intenso verde dei noccioleti che ancora oggi circondano la proprietà.

Il viale di accesso abbellito di roseti e uva spina immetteva al Casaletto particolarmente curato per volontà di Maddalena.
Nella chiesa di San Giuliano la piccola Clarice devota, e nel 1557 fu protagonista della vicenda del ritrovamento della preziosa reliquia di Gesù che soltanto lei riuscì ad aprire dal suo prezioso involucro, alla presenza del parroco e di sua madre Maddalena. La reliquia venerata a Calcata contenuta in uno scrigno d’argento donato dal Cardinal alderano cybo, negli anni ’80 del secolo scorso fu trafugata. Pare che la reliquia fosse portata dalle crociate da un  soldato lanzichenecco che era stato tradotto in carcere a Calcata.
Nel 1560 il Conte Flaminio cadde nella battaglia delle Gerbe e la giovane vedova Maddalena fu nominata tutrice delle figlie un compito che portò  avanti con tenacia  creando ottimi legami matrimoniali  per le figlie. Ancora giovanissima Clarice sposò Sciarra Colonna Signore di Castelnuovo di Porto, lasciò il palazzo di Stabbia e seguì  il consorte nella nuova dimora, la Rocca Colonna di Castelnuovo… La giovane Clarice malgrado fosse molto giovane, nella sua nuova residenza fu preziosa, per le sue attività caritatevoli e benevole e per l’esempio che seppe infondere. Anch’essa  rimasta vedova  in giovane età lottò per veder riconosciuti i propri diritti e quelli delle giovani figlie tentando di restare nelle proprietà della famiglia Colonna e godere dei privilegi sugli immobili e sulle rendite che questa aveva acquisito

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