Percorso storico – Sant’Oreste

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Il Soratte, con la sua imponente mole, emerge dal paesaggio limitrofo come un’isola calcarea, compresa geograficamente tra il fianco destro della Valle del Tevere e il Distretto Vulcanico Sabatino, in una fascia territoriale chiamata Pre-appennino. Il paesaggio dal punto di vista geologico è suddiviso tra la valle del Tevere, i Rilievi Collinari Vulcanici e la Dorsale Carbonatica.

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La struttura è unica e suggestiva, un rilievo mesozoico che si erge tra pianori vulcanici ed un’antica vallata dell’era glaciale costituita da sedimenti alluvionali. Si eleva solitaria tra le colline ed è visibile da molto lontano con i suoi 691 m slm. La sua geologia è stata a lungo studiata mentre le sue cavità carsiche non sono del tutto esplorate.

E’ sicuramente l’elemento dominante a nord di Roma. Da uno studio sui ritrovamenti archeologici tutti posteriori al 1986 si assiste ad un’industria litica del paleolitico medio, di prodotti grossolani, raramente scheggiati, i chopper. Un vaso quadriansato del neolitico è stato ritrovato nella grotta dei Meri e probabilmente faceva parte di un rito delle acque. A Sant’Oreste per ora non ci sono tracce di rilievo sia del bronzo che della prima età del ferro. Il Monte appartenne alla Lega Capenate che sulla prima altura aveva istituito il proprio luogo di culto in onore di Sorano. Falisci e Capenati, alleati di Veio, vennero sconfitti dai Romani con la caduta della città etrusca nel 396 a.C. e il territorio Capenate fu assegnato nel 387 a.C. alla tribù Stellatina e la sua capitale Capena non venne distrutta ma annessa e divenne un importante municipio federato Romano.

Dopo che i romani conquistarono Capena e Faleri, il monte venne utilizzato per il controllo del Tevere durante le fasi della conquista. Ville agricole sorsero sul territorio: i resti di una di queste, con impianto termale, affreschi e pavimenti mosaico, furono rinvenuti nella località “Giardino” a Sant’Oreste. Le ville influirono anche sullo sviluppo di Sant’Oreste la cui storia è estremamente legata al Monte Soratte.

12247175_10206703451299246_574605498820197193_nCon la vittoria del cristianesimo il monte divenne famoso per la leggenda di Papa Silvestro che si rifugiò nella grotta sulla cima del monte dove sorgeva il tempio pagano di Apollo Sorano. Sui resti del tempio nel VI sorgerà il monastero di San Silvestro. Nella prima metà del VI secolo vi sarebbe stato il monaco san Nonnoso di cui vengono narrati tre miracoli da san Gregorio Magno.

Il monachesimo benedettino che si espandeva nel territorio circostante, occupò anche questi luoghi accrescendo il culto ed edificando altri monasteri che si trovano sulle creste della Montagna: Il Monastero di Sant’Antonio, di Santa Lucia, di San Sebastiano e Santa Romana.

Castrum Sancti Heristi, sorse nel 747 come dal Chronicon di Benedetto, monaco del Soratte. Il primo nucleo urbane risale al X secolo ed il nome Oreste pare derivi da Heristo della famiglia degli Eristi, un giovane romano martirizzato sotto Nerone nel 68 d.C . A lui è dedicata una chiesa con elegante campanile romanico. Il centro storico pur conservando strutture medievali ha il tipico aspetto cinquecentesco. Si accede al centro attraverso tre porte costruite nel 1554, nel periodo in cui la proprietà passò dal monastero di San Paolo in Roma all’Abbazia delle Tre Fontane.

Nel 1576 Alessandro Farnese fece redigere uno Statuto della comunità. Nel 1661 alcune reliquie di san Nonnoso furono donate dal vescovo di Frisinga (Freising, in Baviera), dove il suo corpo era stato traslato nell’XI secolo. Il santo fu dichiarato nel 1676 patrono del paese.

Nel 1798 i cittadini di Sant’Oreste aderirono alla Repubblica romana. Dal 1817 il comune di Sant’Oreste fu soggetto amministrativamente al “governo” di Nazzano (sostituito nel 1828 come capoluogo di “governo” da Castelnuovo di Porto), che apparteneva al distretto di Roma, a sua volta appartenente alla comarca di Roma. Dopo l’annessione dello Stato pontificio al Regno d’Italia nel 1870, il comune di Sant’Oreste risultò avere 1747 abitanti. Furono condotti importanti lavori pubblici, tra cui la costruzione di un nuovo cimitero presso l’antica chiesa di Sant’Edisto (1874) e di una cisterna per l’acqua (“Cisternone”, 1880), e venne istituito l’asilo comunale (1891).

Nel 1913 alla morte dell’ultimo abate, l’antica commenda feudale venne avocata dal papa, che nominò un amministratore apostolico e nel 1927, alla morte di questi definitivamente abolita.

Nel 1927 il comune di Sant’Oreste entrò a far parte della neoistituita provincia di Viterbo, ma nel 1941 passò a quella di Roma.

Durante la seconda guerra mondiale la rete di gallerie scavate nel monte Soratte, ampliate come deposito dal governo italiano tra il 1937 e il 1938, venne utilizzata nel 1943-1944 come quartier generale delle forze di occupazione tedesche e come residenza del capo di stato maggiore, il maresciallo Albert Kesselring. Oggi recenti restauri hanno permesso la fruizione del pubblico alle visite presso le gallerie.

Orazio – Odi I, 9

Tu vedi come si levi bianco per la neve profonda
il Soratte, come non sostengano più il peso
i boschi affaticati e per il gelo
penetrante i ruscelli si siano fermati.
Scaccia il freddo, ponendo legna sul focolare
in abbondanza e più generosamente [del solito]
versa, o Taliarco, vino puro
di quattro anni dall’anfora sabina a due anse.
Lascia tutto il resto agli dei: non appena essi
hanno placato i venti che si combattono sul mare
ribollente, né i cipressi
né gli antichi frassini si agitano più.
Che cosa avverrà domani, non chiedertelo e
qualunque giorno la Sorte concederà, mettilo
dalla parte dei guadagni e non disprezzare
i dolci amori, finché sei giovane, né le danze,
finché da te nel fiore degli anni è lontana la canizie
fastidiosa. Ora il Campo Marzio, le piazze
e i bisbigli sommessi sul far della notte
vanno cercati all’ora concordata,
ora la gradita risata che da un angolo nascosto
rivela la ragazza lì nascosta
e il pegno strappato alle braccia
o al dito che fa poca resistenza.

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