Civitella San Paolo

Percorso Storico

Il nome di Civitella deriva dal vocabolo latino Civitatula, diminutivo di civitas, che significa ‘piccola città’, da cui la degenerazione in Civitatella, e per abbreviazione, Civitella. È probabilmente uno dei siti in cui emigrarono dalle città capenati, forse dalla stessa Capena dopo l’abbandono tra IV e V secolo d.C. durante le guerre di espansione con Roma. Nel Medioevo, a questo toponimo si aggiunse anche una specificazione che indicava che il centro abitato fosse un centro abitato direttamente fondato da parte dello Stato Pontificio, attraverso i Monaci Benedettini di San Paolo fuori le Mura.

Il mastio del IX secolo, probabilmente è parte del castrum realizzato dalla famiglia Cenci, nobili del Lazio e di Roma. La rocca con schema a quadrilatero con fossato e ponte levatoio fu realizzata nel 1300 dai Monaci di San Paolo che nel 1081, ricevettero da Papa Gregorio VII il territorio di Civitas de Colonis, attuale Civitella San Paolo insieme ad altri territori a nord di Roma. La rocca era parte di un sistema difensivo con cinta muraria e torri ed era situata in una posizione strategica di controllo della valle del Tevere.
Il Monastero di San Paolo era sotto la protezione dello Stato Pontificio quindi la merlatura del castello è guelfa. I massicci merli rettangolari hanno una distanza l’uno dall’altro sufficiente a permettere il lancio di sassi e frecce e lo scarico di olio bollente sui nemici assedianti. Tra i merli si alternano feritoie. Il sistema di mura e torri proteggeva l abitato.
L’accesso al borgo era possibile o da Porta Capena o dall’ingresso principale della fortezza munito di ponte levatoio in legno, che si alzava sopra il fossato. Oggi il ponte è stabile, i cardini sono ancora visibili sugli stipiti della porta.
L’ornamento presenta lo stemma di San Paolo: un braccio armato di spada; ed è sormontato dalla corona baronale, di cui furono insigniti nel XV secolo gli abati del monastero dì San Paolo dal re d’Inghilterra, protettore della basilica.
Oltre l’ingresso si accede nel cortile dove si trovano alcuni reperti archeologici rinvenuti nel territorio civitellese, bassorilievi  in pietra e in marmo, forse da tempio romano; due  cippi funerari , frontone di una tomba romana di periodo imperiale,
Ci si immette in un ampio salone di ricevimento al quale sono annesse due stanze più piccole. Scendendo al disotto del pian terreno, si arriva in un salone sotterraneo, a volte, probabilmente riservato ai soldati. Al primo piano c’è un terzo salone, avente soffitto a volte, con annesse due stanze ed infine il terrazzo. Quest’ala del castello è collegata all’altra tramite uno stretto corridoio che conduce in due stanze con alto soffitto a volte.

Il castello è affiancato dal palazzetto residenziale, costruito tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, e che ingloba l’adiacente Chiesa di Santa Marìa.
Civitella fu contesa dalle famiglie Cena, Orsini, Savelli e Colonna, tornando poi ai monaci di San Paolo.
Nel 1434 fu Papa Eugenio IV che concesse i castelli di Civitella e Civitucola ai nobili Giorgio e Battista Ridolfini da Narni, i quali nel 1448 cedettero i castelli ai Monaci di San Paolo per  2000 ducati.
Nel XV fu aggiunto un baluardo pentagonale rivolto verso l’attuale piazza San Giacomo e nella seconda metà del XV secolo fu costruito il palazzetto residenziale che affianca il castello.
Lavori eseguiti nel 1969 dai monaci con contributo governativo rafforzarono la muratura esterna e i conci e nel 1998 il castello è stato acquistato dal comune e restaurato e nel 2000 è stato finanziato dalla Provincia di Roma un completamento dei lavori esterni della rocca.

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