Campagnano

800px-CampagnanoCentroStoricoTutte le foto di Campagnano sono By Vessia Matteo (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

Campagnano di Roma è a circa 33 chilometri a nord da Roma ed è posto sulle pendici del monte Razzano, a circa 270 m s.l.m. Il paese sorge su un’altura di tufo, circondata da fossi, sui colli posti alle pendici della Valle di Baccano, un antico lago vulcanico poi prosciugato. Il territorio è costituito da altopiani  e da ampie valli solcate dai fossi ricoperte da boschi. Il territorio comprende inoltre la costa est del lago di Martignano ed è compreso nel Parco regionale di Veio.

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Viene menzionato per la prima volta negli atti nell’XI secolo come tanti altri centri del Lazio, che sorgono su castelli edificati nel X e XI secolo. Fino al 1980 l’unica fonte archeologica risulta un colombario rupestre nella Valle di Baccano ma diverse sono le aree indagate in seguito: l’insediamento più antico risale all’età del bronzo, intorno al 1500 a.C.  ad ovest di Monte Razzano, presso la valle di Baccano e del lago di Martignano. Un altro piccolo insediamento a Mola dei Monti già occupato nell’Età del Bronzo, ed una necropoli di un centinaio di tombe in località Costa del Follettino; inoltre nel 1985,  è stata individuata una tomba nella zona compresa tra Monte dell’Impiccato e Poggio del Mello. Nel VII secolo a.C. si assiste ad un tentativo di ricolonizzare le alture situate fra la valle di Baccano e il lago di Martignano. Le tombe infatti somigliano molto più a quelle dei territori falisco e capenate, subendo l’influenza della cultura che si formò tra la Sabina, i Monti Cimini e il Tevere. Molti ritrovamenti hanno permesso la creazione di un museo civico presso Palazzo Venturi.

Agli Etruschi si deve la tagliata (una gola artificiale) del VII secolo a.C. che collega la valle di Baccano con il lago di Martignano. Dopo la caduta della città etrusca di Veio, il territorio di Campagnano fu teatro di scontri tra Etruschi e Romani. Quando divenne territorio romano, nel III secolo iniziò il ripopolamento. Sul monte Razzano venne eretto un tempietto dedicato a Bacco, da cui origina il toponimo di ad Baccanas alla Valle di Baccano. Nel I secolo a.C. in Monte Sant’Angelo nacque un insediamento che sopravvive fino al II secolo d.C. In età imperiale si verificò un intenso aumento demografico e dell’abitato, e nella valle di Baccano, a ridosso della strada romana sorse la Mansio ad Vacanas, ovvero una stazione di posta, per il ristoro dei viaggiatori ed il cambio dei cavalli. Costruita nel I secolo d.C. su strutture di epoca repubblicana, la mansio era composta da un’area adibita al riposo del viaggiatore (impianti termali e botteghe), un’area adibita alla cura dei cavalli (stalle e rimesse), un’area adibita alle attività pubbliche (caserma dei soldati, piazza del mercato, portico con fontana). Gli scavi qui condotti hanno confermato il percorso della strada, segnalato negli antichi itinerari. Durante la crisi del III secolo iniziò il fenomeno del lento abbandono delle campagne intorno a Roma. La “Villa dei Severi”, al km 26 della via Cassia, è stata interpretata come quella di proprietà dell’imperatore Caracalla, dove nel III secolo sarebbe avvenuto il martirio di sant’Alessandro, vescovo di Baccano. Allo stesso periodo si riferiscono i resti di due cimiteri cristiani presso Baccano, in uno dei quali sarebbe stato sepolto il santo.

Tra VIII e IX secolo nelle aree che erano state dominio dei romani ed avevano subito nei secoli successivi un forte spopolamento, nacquero le Domuscultae, zone destinate all’agricoltura, che erano amministrate dal Papa che ormai iniziava ad avere il potere di governare economicamente il territorio. Le Domuscultae ricolonizzavano la campagna, cercando di difenderla e di amministrarla. Nel 1076 appaiono le prime documentazioni scritte su Campagnano, poichè con la caduta della Domusculta ebbe inizio l’incastellamento di Campagnano:  il territorio era occupato soltanto da sparsi nuclei abitati, tra cui il vicus Baccanensis.

Le invasioni di Ostrogoti, Visigoti, Longobardi, Franchi e Saraceni provocarono l’abbandono delle zone rurali così i contadini sparsi nel territorio limitrofo si trasferirono in luoghi atti alla difesa rifugiandosi nella città, lasciando le piccole proprietà, che vennero accorpate ai grandi possedimenti e fortificando la rocca di Campagnano. Nel Medioevo Campagnano fu importante per la presenza della Via Francigena o Romea, di cui la Mansio ad Vacanas costituiva luogo di sosta. Nel 1270 fu emanato lo statuto di Campagnano fra il popolo e il Cardinale Riccardo Annibaldi, e fu uno dei primi statuti della Campagna Romana.

Nel 1410 la città di Campagnano viene ceduta a Gentile Orsini che realizza grandi trasformazioni urbanistiche. Diventa nel XV secolo meta di soggiorni di papi, cardinali, nobili di alto rango con i seguiti delle loro corti, per godere dei benefici della campagna mentre a Roma infuriava la peste nera. Gli Orsini fecero costruire, all’incirca nella prima metà del XV secolo, un castello che ebbe notevole importanza militare, strategica e architettonica nell’alto Lazio rinascimentale che venne in parte demolito nel XVIII secolo. Nel 1558 Campagnano e altri castelli, vengono annessi al ducato di Bracciano.

 

Nel 1662, Papa Alessandro VII (Fabio Chigi, 1599 – 1667) autorizza la vendita del feudo a Flavio Chigi (1631-1693), suo nipote che fino al  XIX secolo realizza grandi trasformazioni: nuove strade ed edifici, la demolizione di alcuni edifici vecchi e il restauro di altri, ma soprattutto si attuano i lavori di bonifica dei laghi paludosi di Baccano e di Stracciacappe.

Fra il ‘600 e il ‘700 viene costruito un nuovo borgo chiamato il Borgo Paolino, oggi corrispondente a Corso Vittorio Emanuele, e viene costruita la colossale Porta Romana, oggi chiamata semplicemente “l’Arco” L’espansione dell’abitato di Campagnano che si ha in questo periodo porta al graduale abbandono e del centro storico, che durerà fino alla fine del XIX secolo. Il borgo verrà rivalutato e restaurato solo con l’inizio del XX secolo.

Nel 1817 il comune di Campagnano riacquista la piena autonomia in tutto il suo vecchio territorio eccetto Polline Martignano, frazione che entra a far parte del comune di Roma. Nel 1870 Campagnano come tutte le altre città dello Stato Pontificio viene annesso al Regno d’Italia insieme alle frazioni di Cesano (poi divenuto parte del comune di Roma) e di Magliano che si distaccarono come comuni autonomi rispettivamente nel 1925 e nel 1958.

Percorso Artistico

Chiesa del Gonfalone, del XVI secolo, con la sua torre dell’orologio del 1864

800px-Chiesa_del_Confalone_Campagnano

Chiesa della Pietà, (XI secolo) che presenta un notevole affresco della pietà del 1518.

  • 800px-Chiesa_di_Sant'AndreaCollegiata di San Giovanni Battista, costruita nel 1515 sui resti di una chiesa più antica, con la maestosa torre campanaria barocca del 1602. Notevoli sono il coro e il soffitto ligneo del presbiterio di Giacomo Del Duca del 1582
  • 800px-Facciata_San_Giovanni_Campagnano
  • Santa Maria del Sorbo, a 6 km dal paese;

Architetture civili

  • Palazzo Venturi; entrando in corso Vittorio Emanuele si trova subito, sulla destra, Palazzo Venturi, uno degli edifici storici più importanti dell’assetto urbano cittadino. Acquistato dal comune agli inizi degli anni 80 dello scorso secolo, è oggi sede del Museo Archeologico, dell’Archivio Storico Comunale, della Biblioteca Comunale e del Centro culturale permanente.
  • Palazzo Municipale costruito alla fine dell’Ottocento in forme neogotiche, sul luogo dove sorgevano le rovine della rocca Orsini demolita completamente nel 1882.
  • Palazzo Galli
  • Fontana dei Delfini, costruita in forme barocche, attribuita in modo incerto al Vignola. Presenta due delfini in travertino ed è sormontata da una grande campana in peperino, emblema del Comune. Fu restaurata nel 1753 per volontà di Augusto Chigi.
  • 800px-Fontana_dei_delfini_Campagnano
  • Fontana Secca che dà il nome alla piazzetta su cui si affaccia che presenta gli stemmi di Campagnano e degli Orsini;

Aree naturali

  • Parco regionale di Veio;
  • Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano – Martignano;
  • Parco comunale Venturi; annesso al Palazzo Venturi troviamo il Parco comunale Venturi, che si estende a sud-est dell’edificio e si affaccia su Piazza Regina Elena.
  • La zona presenta inoltre una fauna avicola molto varia i cui esponenti più notevoli sono i rapaci: il nibbio bruno (Milvus migrans), la poiana (Buteo buteo), osservabile per lo più in zone aperte, lo sparviero (Accipiter nisus), in zone di bosco, l’albanella minore (Circus pygargus), che nidififca nelle zone erbose e coltivate; molto comune infine è il gheppio (Falco tinnunculus). Tra gli strigiformi presenti la civetta (Athene noctua), il barbagianni(Tyto alba), il gufo comune (Asio otus), l’assiolo (Otus scops) e l’allocco (Strix aluco).

Siti archeologici

  • Mansio ad Vacanas; in località Baccano è possibile vedere ancora oggi la Mansio ad Vacanas, di epoca romana e i maestosi resti dei Granai Chigi.

Siti di interesse comunitario 

Ai piedi del santuario del complesso Monumentale della Madonna del Sorbo, sulla congiuntura tra il Comune di Campagnano e il Comune di Formello, si estendono le Valli del Sorbo che appartengono alla Zona A (protezione integrale) del Parco di Veio. Gli ampi spazi verdi, oggi adibiti a pascolo brado di greggi ed equini destinati al macello, ne fanno uno dei luoghi incontaminati più belli e spettacolari della provincia di Roma, tanto che la Comunità Europea ha voluto inserirlo nella lista dei siti di interesse comunitario.

Itinerari culturali europei – Via Francigena

Dal 1994 la Comunità europea ha deciso di tutelare, mettere in sicurezza e promuovere i percorsi di pellegrinaggio che attraversano l’Europa. La Via Francigena di Sigerico attraversa 4 paesi europei e finisce il suo percorso a Roma. Campagnano ne è l’ultima tappa effettiva trovandosi a circa un giorno di cammino dalla capitale (30 km).

Il percorso prevede due varianti: una ufficiale che entra nel Borgo medioevale a Nord-est provenendo dal Comune di Mazzano, una seconda variante che coincide in parte con la Via Amerina(nel Comune di Nepi) e dovrebbe raggiungere il centro abitato da Nord-ovest, attraverso il Comune di Nepi. Ad oggi la seconda variante non è ancora agibile a causa di un ponte che faciliterà l’attraversamento della forra della Mola Maggiorana, ancora in via di costruzione. La Via Francigena è occasione di diversi eventi dedicati e attrattore di pellegrini (3.000/5.000 annui). Il Centro parrocchiale garantisce ospitalità a molti dei viandanti in viaggio in un clima frugale ma accogliente.

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